sabato 21 ottobre 2017

#FOTO / Un'ape a Prato

foto di Giovanna Bianchini, Prato
(via pinterest)
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#QUADRI / Boccale di birra (José Carlos Chica)

José Carlos Chica
artista spagnolo
(via pinterest)
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#HUMOR / Differenza domande mamma-papà

(via pinterest)

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#IN_LETTURA / Jakob Herdling, Luise Max-Ehrler)

Jakob Herdling, 1849-1881
artista austriaco
(via pinterest)

° ° °

Luise Max-Ehrler, 1850-1920
artista tedesca
(via pinterest)

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#RACCONTId'AUTORE / Il dono delle fate (Gotthold Ephraim Lessing)

Alla culla di un principino, che in seguito divenne uno dei più grandi reggitori del suo paese, vennero due fate benefiche.

«Io dono a questo mio prediletto», disse la prima, «l’acuto sguardo dell’aquila, alla quale non sfugge il più piccolo moscerino per quanto è vasto il suo regno».

«II dono è bello», l’interruppe la seconda fata. «Il principe diverrà un monarca avveduto. Ma l’aquila non possiede soltanto l’acutezza di sguardo per accorgersi dei più piccoli moscerini, possiede anche la nobile noncuranza di non dar loro la caccia. E questa abbia in dono da me il principe! ».

«Ti sono grata, sorella, per questa saggia limitazione», replicò la prima fata. «È vero, molti sarebbero stati sovrani tanto più grandi se si fossero meno abbassati fino agli affari più insignificanti con la loro penetrante intelligenza».

*** Gotthold Ephraim LESSING, 1729-1781, scrittore, drammaturgo, filosofo tedesco, Favole in tre libri, 1759, Sellerio, Palermo, 1990.

Disegno di Luca Tarlazza

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#SGUARDI POIETICI / Rima del dannato intruso (Bruno Tognolini)

Si forma come un verme nel formaggio 
Che in pancia della mamma mangia e dorme 
Poi viene fuori e diventa scarafaggio 
Con un brutto colore e strane forme 
Poi si trasforma in una rana scivolosa 
Con grande bocca che sbava su ogni cosa 
Poi cresce ancora e diventa un maialetto 
Che mangia e rutta e fa pipì e cacca nel letto 
E insomma passano giorni e settimane 
E cresce, ma sempre bestia un po’ rimane 
Finché un bel giorno, chissà perché, mi vede 
Mi acchiappa un dito con la sua manina 
E come un sole che sorge mi sorride 
E in quel momento diventa sorellina

*** Bruno TOGNOLINI, 1951, scrittore, poeta e autore teatrale, Rima del dannato intruso, da Rime di rabbia, Salani, 2010.
https://it.wikipedia.org/wiki/Bruno_Tognolini


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#SENZA_TAGLI / Per chi (Bruno Mastroianni)

Giorno. Treno alta velocità. Da qualche parte in Italia. Un signore distinto, seduto qualche sedile più avanti a me, sull’altro lato del corridoio, tira fuori il suo tablet. In base alla giacca elegante, i capelli argentei, la postura seria, dentro di me deduco: il classico professionista che approfitta del viaggio per lavorare. Mentre sono preso da questi pensieri compiaciuti sull’efficientismo professionale, lui accende il tablet. Sullo sfondo dello schermata home si intravede una foto di una donna; l’immagine non è un granché, la donna sembra non giovanissima ed è a letto, rintanata sotto le coperte, come se stesse poco bene. Però ha un sorriso luminoso. Il distinto manager avvicina l’iPad alla bocca e bacia la foto della donna, con precisione, sul volto. Poi si mette a lavorare intensamente.
Rimango per un attimo imbambolato come incapace di coniugare la precedente scena, professionalmente affilata, con il gesto successivo, teneramente innamorato. Lo confesso: il primo pensiero è stato di nobile sdegno: “quanto dovremmo saperci fermare in questa vita in cui andiamo sempre di corsa”, ho pensato... poi però, osservando il tizio lavorare con inusitata concentrazione, ho iniziato a realizzare. Non ero affatto di fronte a un afflato elevato, non era un trasporto sentimentale, una parentesi debole nella solidità dell’homo faber; era invece un un gesto di concreta e solidissima efficienza. Quel tipo con il suo bacio al touch screen illuminato stava ricordando a se stesso (e a noi distratti viaggiatori abitudinari) che la domanda che elimina davvero le dispersioni di tempo non è “come, cosa o quanto fare” ma “per chi?”. 

*** Bruno MASTROIANNI, esperto di comunicazione, saggista, facebook, #diariopendolare, 13 ottobre 2017, qui


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#MOSQUITO / Inconscio, fare attenzione (Carl Gustav Jung)

Cara N.,
Ho la sensazione che tu ti spinga davvero troppo lontano. Davanti al distruttivo bisognerebbe fermarsi. Tu sai, infatti, qual è la mia opinione riguardo all'inconscio.
Non ha proprio alcuno scopo abbandonarsi ad esso sino alle estreme conseguenze. Se questo fosse il solo comportamento giusto infatti, la natura non avrebbe mai inventato la coscienza, e inoltre gli animali sarebbero l'incarnazione ideale dell'inconscio.
Perciò a mio parere è anche assolutamente necessario che stiamo sempre abbastanza lontani dall'inconscio da percepire sufficientemente la nostra realtà, cioè quel che esiste qui ed ora. Altrimenti corriamo il rischio di venire travolti da un inconscio che non conosce questo nostro mondo umano.
L'inconscio si può realizzare solo tramite l'aiuto dello coscienza e sotto il continuo controllo di questa. Inoltre, la coscienza deve essere rivolta con un occhio all'inconscio, ma d'altro canto deve mantenere altrettanto chiaramente nel proprio campo visivo le possibilità dell'esistenza umana e dei rapporti umani.
Non voglio con ciò intromettermi in alcun modo, ma desidero pregarti di riflettere su questo mio avvertimento.
Con i migliori saluti...

*** Carl Gustav JUNG,  Lettera ad una destinataria anonima, 2 dicembre 1937, in Lettere, vol. 1, segnalato da Leonardo Seidita, Monito alle malìe dell'anima, 'Jungitalia-facebook', 24 settembre 2017, qui


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